Come creare la cultura dell’allenamento in palestra per gli atleti

samardo

Tommaso

Ricordo ancora quando, finito il percorso Universitario, affascinato dal mondo americano e soprattutto da come veniva praticata la preparazione atletica in ambito sportivo, ho deciso di recarmi a Los Angeles per fare il livello 1 del “Performance mentorship” di EXOS (all’epoca Athlete Performance).

Le aspettative del corso erano alte, ma quello che quell’esperienza mi ha dato è stato molto di più che una serie di nozioni da riportare con me in Italia e utilizzare con i miei atleti (che al tempo non avevo): ha dato il là alla nascita di quella che poi sarebbe diventata Fitfam Sport & Conditioning.

 

Ora molti ci chiedono

come fate a convincere gli atleti a venire in palestra ad allenarsi e come avete convinto diversi allenatori a concedervi un paio di ore a settimana per allenare la propria squadra.

Chi conosce un pò la realtà americana sa che, allenare atleti, è leggermente più semplice rispetto a ciò che avviene in Italia poiché, se sei bravo nello sport, puoi ricevere borse di studio parziali o intere per andare al college. Questo vuol dire far risparmiare ai propri genitori dai 30 ai 60 mila dollari all’anno per mandarti a scuola e dunque essi sono ben disposti ad investire in tutto ciò che possa contribuire al successo sportivo dei propri figli.

In Italia questa cosa non esiste e dunque risulta più complicato convincere un ragazzo che ha sempre e solo giocato a calcio, che l’allenamento in palestra è un ottimo supporto all’allenamento dello sport praticato.

Detto ciò, non abbiamo mai pensato che questo potesse essere un traguardo impossibile da raggiungere e la nostra seppur breve storia (siamo aperti solo da 4 anni) ce l’ha dimostrato. Quando abbiamo aperto avevamo solo 4 atleti che si allenavano in Fitfam,

oggi abbiamo 4 squadre di basket (3 maschili e 1 femminile), una squadra di tennis, 8 ragazze della nazionale Italiana di Softball e diversi atleti che hanno deciso di venire individualmente, o all’interno dei corsi di” Sport Performance” per migliorare le proprie qualità atletiche e mitigare l’incidenza di spiacevoli infortuni.

softball

Come abbiamo fatto?

  1. All’inizio abbiamo lavorato gratuitamente, per far “provare” ai vari atleti l’esperienza di allenarsi in palestra seguendo un programma  d’allenamento funzionale, volto a migliorare le prestazione del proprio sport. Siamo andati di persona nelle varie società sportive della zona presentando le nostre idee e il nostro modo di lavorare, chiedendogli l’opportunità di poter guidare per 10 minuti il riscaldamento degli atleti, perché anche gli allenatori potessero apprezzare “sul campo”il nostro operato. Abbiamo ricevutio molti rifiuti, ma anche alcuni consensi che ci hanno permesso di ampliare il numero di atleti con cui tuttora lavoriamo.
  2. Abbiamo sempre cercato di proporre contenuti che potessero stuzzicare interesse nei confronti del nostro lavoro. Per esempio far vedere, tramite i “social media”, come lavoriamo con i nostri atleti è la nostra” vetrina “più importante. L’obiettivo è quello di stimolare curiosità e di invogliare le persone a provare il nostro prodotto.
  3. I nostri atleti hanno raggiunto ottimi risultati e abbiamo fatto percepire loro i benefici dell’allenamento da noi proposto nella nostra palestra. Non dimentichiamoci inoltre un altro aspetto fondamentale: quando siamo in grado di far lavorare bene gli atleti che alleniamo ed essi ottengono buone “performance”,il “passaparola” si sparge e il loro numero cresce. I nostri atleti riconoscono la bravura dei nostri coach, sentendosi più  performanti nelle loro prestazioni sportive ,o accusando meno dolore, durante o dopo la pratica delle stesse. Questo nostro risultato professionale è frutto di molte conoscenze tecniche, di molta esperienza sviluppata con diversi atleti in diverse discipline e di motivata empatia  e capacità di rapporti interpersonali.
Stefano

Siamo ben coscienti che la nostra “mission” riguardo il mondo degli atleti non sia ancora del tutto recepita; d’altra parte gli atleti ricoprono solamente una piccola fetta dei nostri iscritti, ma ho la sensazione che ci stiamo muovendo nella direzione giusta, che abbiamo aumentato la consapevolezza dell’importanza del nostro lavoro agli occhi di chi pratica sport e degli allenatori e inoltre sono convinto che, negli anni  a venire, questa  consapevolezza crescerà sempre di più.

Anche se non sarà facile e non sarà un percorso breve, il nostro obiettivo è quello di creare la cultura che ad oggi c’è negli Stati Uniti e che avvicina tanti sportivi al mondo dell’allenamento funzionale.

CoachT

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