IL "TEST DAY" E' DAVVERO UTILE?

NFL combine

Con la ripresa graduale delle attività post COVID-19 e l’inizio dell’off-season, mi capita sempre più spesso di vedere vari contenuti social di diversi colleghi con la scritta “test day” e questo mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo.

Non fraintendetemi, se lavoriamo con un cliente Fitness che rimane con noi tutto l’anno oppure con atleti che abbiamo la fortuna di seguire per tutta la stagione, investire una sessione di lavoro per completare una batteria di test ha assolutamente senso.

Tuttavia la realtà, almeno nel nostro caso, è che molti atleti lavorano con noi per un periodo limitato di tempo, spesso non più di 2 massimo 3 volte a settimana per un totale di 4/6 o 8 settimane se siamo fortunati; per questo motivo non credo abbia senso investire una lezione intera per sottoporre gli atleti a valutazioni che possiamo tranquillamente cogliere durante una normale seduta d’allenamento.

Vediamo alcuni esempi:

In casi più estremi, dove mi trovo a lavorare con un atleta per 2/4 settimane, posso raccogliere alcuni dati come esperienze d’allenamento passate, eventuali infortuni e obiettivi futuri ed utilizzare il “warm up” per svolgere i test di valutazione del movimento e farmi un’idea di quali movimenti sia possibile allenare e quale invece vadano “corretti” (il tempo e l’esperienza affinano l’occhio per questo). Ovviamente in una situazione del genere non posso avere la pretesa di insegnare e correggere tutto in cosi poco tempo; voglio quindi focalizzarmi sulle aree di maggior interesse e necessità, con la speranza che l’atleta in questione possa portare con sé gli insegnamenti e che questi possano tornargli utili anche in futuro.

In altri casi, dove lavoro con qualcuno per 6/8 settimane, voglio comunque massimizzare il tempo che ho a disposizione senza investire una lezione intera testando e misurando ciò che NON mi è essenziale per creare un programma di lavoro. In questo secondo caso sfrutto la prima mezz’ora compilando un questionario contenente informazioni che possano tornarmi utili per creare una connessione (anche a livello empatico) con l’atleta in questione e scrivere il suo programma d’allenamento, successivamente somministro il test FMS per avere un’idea più chiara riguardo le sue competenze nei movimenti di base.

Da qui in poi “it’s all about training!”

Alcuni test che sono soliti essere fatti prima dell’inizio del programma di lavoro, vengono inseriti all’interno della seduta stessa (es: sprint 10m, vertical jump) mentre non è mia abitudine testare la forza dei miei atleti, soprattutto all’inizio del programma (la palestra è un mezzo per migliorare nel proprio sport non il fine).

In questo modo risparmio tempo all’inizio del programma, massimizzo il periodo che ho a disposizione per lavorare e ho anche modo di monitorare i progressi dei miei atleti testandoli praticamente durante ogni seduta d’allenamento.

Un altro aspetto da non trascurare è quello psicologico. Se fossi io l’atleta in questione, odierei presentarmi in palestra e fare solamente test senza allenarmi. Anche per questo motivo è importante limitare il numero di valutazioni a ciò che risulta essere davvero necessario per creare un programma sicuro ed efficace per i nostri atleti, e da li in poi allenarli!